Forme nel Verde: un connubio possibile fra arte contemporanea e giardino storico

La mostra d’arte contemporanea Forme nel Verde propone ogni anno il tema dell’incontro fra l’arte e l’arte, il tema della compatibilità e anzi del dialogo virtuoso fra arti diverse nelle modalità espressive più disparate. Collocare le sculture – oggi sarebbe meglio dire le installazioni – nei cinquecenteschi Horti leonini è ogni volta ragione di riflessioni e di dubbi mai completamente risolti. Per l’artista chiamato a esporre, ogni volta è una sfida: interpretare le geometrie all’italiana del parterre, il bosco all’inglese del declivio che porta al ripiano superiore secondo la propria sensibilità e aprire con gli elementi di architettura verde un discorso estetico rispettoso e insieme fecondo di nuove interpretazioni e di nuovi possibili punti di vista sul giardino e sulle proprie opere.

Un giardino storico, come gli Horti leonini, non è uno spazio museale più o meno neutro, entro cui sistemare, un corteo di opere d’arte, una dietro l’altra. E’ esso stesso ‘opera d’arte’ e dunque esige rispetto ma al tempo stesso è capace di fornire pretesti, occasioni all’artista di organizzare il pensiero che sottende a una esposizione “en plein air”, tenendo conto delle modalità attraverso cui si stabilirà il rapporto con l’occhio del visitatore che passeggia nei viali di verde, con la luce che invade lo spazio, con gli odori delle essenze arboree, con i suoni nascosti negli anfratti del bosco e del sottobosco.

Diomede Leoni, che pensò l’organizzazione del terreno adiacente la cinta muraria come luogo ove realizzare il suo sogno umanistico, era un cultore dell’arte antica e di quella del suo tempo. Acquistava, per conto dei Medici, opere d’arte negli ambienti romani. Aveva intessuto rapporti con quel mondo ed egli stesso volle che i suoi “horti” parlassero il linguaggio dell’arte, non solo con l’architettura disegnata nel verde, ma anche attraverso la presenza di pezzi d’antiquariato, sculture ed epigrafi che scandissero la passeggiata dei “viandanti et spetialmente nobili” con il pensiero degli scrittori latini a lui cari.

Forme nel Verde ripropone da decenni questo connubio fra le arti, oltre ogni limite temporale.